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Dott.ssa   Di  Sipio  Incoronata

                                    

Medico Psicoterapeuta

 Psicoterapia  Individuale Dinamica

 Ipnosi 

 Studio  Medico  Via Carnia 7, Milano

 02-26809028 /  3293505857

 

 

Riflessioni e Psiche 

Riflessioni, Pensieri, che mi sono stati donati nel mio percorso professionale terapeutico.

 

♦ Una Donna racconta le paure, le ansie, le emozioni provate nell'affrontare la propria lotta psicologica contro il "male oscuro":

       "L’intensità delle emozioni"

A volte penso che tutto quello che successe poco più di due anni or sono appartenga alla mia altra vita, ne ho la consapevolezza, porto dentro di me vivo il ricordo di colori, di profumi, di  volti, di espressioni, di  parole, di molti silenzi e di  sorrisi. Emozioni che riaffiorano nella vita di tutti i giorni quando un colore, un profumo, un volto mi riportano in quel tempo, quando l’ospedale era quasi una casa, il luogo familiare dove andavo con thermos di tè, lavoro a punto croce, lavoro a maglia, scialle, radiolina, insomma con tutto quello che avrebbe potuto aiutarmi per passarci le giornate.

Giornate lunghe perché aspettavo esiti di esami e poi lunghe perché il mio povero corpo doveva ingurgitare piano piano  bottiglioni di farmaci e poi lunghe perché dovevo parlare coi medici;  con me i compagni che mi camminavano a fianco per  un tratto di cammino: sguardi, silenzi, stanchezza tanta stanchezza,  sorrisi lievi.

 Ho ricamato una rosa in quel tempo, l’ho incorniciata e l’ho appesa nella mia camera da letto. Non posso prescindere dalla mia rosa perché molte cose sono cambiate mentre ricamavo la mia rosa: il valore del tempo, l’intensità delle emozioni e poi la scala dei valori, quella che ti porti dentro e che prende forma assieme alla tua vita e che diventava ancor più salda su sé stessa mentre ricamavo la mia rosa. Ho imparato ad ascoltare il mio corpo ed  i suoi messaggi: le sue proteste quando lo trascuravo ed  il suo silenzio di approvazione quando capivo le sue esigenze. Quando stava in silenzio riuscivo a vedere gli amici più cari, a fare un giretto al mercato, a dipingere, a scrivere e-mail di notte (quando io stavo meglio ma gli amici dormivano),  cercavo di fare quello che i medici  chiamano ‘vita normale’. Nella mia vita normale c’era però anche il tennis. Per fare questo sono riuscita a giungere ad un accordo col mio corpo: lui decideva quando potevo giocare (gli serviva del tempo per rielaborare   i bottiglioni di farmaci ingurgitati!) io quel giorno lo lasciavo riposare e lui in cambio  mi lasciava giocare un’ora. Che sudate! Ma che gioia dopo poter fare la doccia come prima! La mia mente era tanto felice.

Ora sto ricamando una violetta, le dedico molto meno tempo, quello che posso, quello che riesco a ritagliare  tra un’ora di tennis e l’altra; il mio corpo protesta, a volte; vorrei che lui ora mi aiutasse tanto perché avevo qualche piccolo sogno nel cassetto ed il tempo è prezioso; non deve preoccuparsi ho imparato ad ascoltarlo.